Miriam Cahn
Miriam Cahn (Basilea, 1949)
Vive e lavora a Stampa, in Svizzera.
Lavorando principalmente nella pittura figurativa, Cahn sviluppa una pratica che affronta forme di violenza e oppressione, confrontandosi con questioni politiche e sociali urgenti come la violenza di genere, la migrazione e la guerra. In dialogo con i movimenti femministi europei degli anni Settanta, il corpo rimane un elemento centrale nella sua opera, sia come soggetto sia come mezzo espressivo.
Cahn ha ricevuto numerosi premi di rilievo, tra cui il Käthe Kollwitz Prize, Berlino (1998); il Meret Oppenheim Prize dell’Ufficio federale della cultura svizzero (2005); il Basler Kunstpreis (2013); il Rubenspreis della città di Siegen (2021); e, nel 2024, l’Oskar Kokoschka Prize e il Goslarer Kaiserring. Ha rappresentato la Svizzera alla Biennale di Venezia nel 1984, ha partecipato a Documenta 14 (Kassel/Atene) nel 2017 ed è stata inclusa nella 59ª Biennale di Venezia, The Milk of Dreams (2022).
Il suo lavoro è stato oggetto di numerose mostre personali internazionali, tra cui READING DUST, Stedelijk Museum, Amsterdam (2024), poi itinerante al MAAT di Lisbona (2025); ma pensée sérielle, Palais de Tokyo, Parigi (2023); MEINEJUDEN, Museum für Gegenwartskunst, Siegen (2022); ME AS HAPPENING, Kunsthal Charlottenborg, Copenaghen (2020–21), e The Power Plant, Toronto (2021–22); I as Human (2019), mostra itinerante presentata alla Haus der Kunst di Monaco, al Kunstmuseum Bern e al Museum of Modern Art di Varsavia; everything is equally important, Museo Reina Sofía, Madrid (2017); körperlich/corporel, Centro culturale svizzero, Parigi (2014); e Fundación La Caixa, Madrid (2003).