Lorenzo Scotto di Luzio
Lorenzo Scotto di Luzio (Pozzuoli, 1972)
La sua ricerca artistica si configura fin dagli esordi come una pratica trasversale che utilizza diversi strumenti, tra cui fotografia, video, installazione e disegno. Il tema sotteso al suo lavoro è l’ironia tagliente con cui costruisce una riflessione sulla società contemporanea e sulla pratica artistica stessa, spesso utilizzando il proprio corpo e la propria immagine. Raccogliendo materiali e immagini appartenenti alla sua memoria e cultura, l’artista sottrae forza drammatica all’esperienza collettiva e la racconta attraverso un registro leggero e tragicomico.
La storia di un’identità instabile, mutevole ma inquieta, emerge con forza in molte opere in cui l’artista appare nei panni di personalità celebri, da Groucho Marx a Luigi Tenco. La riflessione sull’identità si intreccia con il tema del fallimento, che attraversa i video, accomunati da un senso di inadeguatezza e goffaggine che conduce all’auto-parodia, così come nelle sue assemblage-meccanismi che compiono azioni inutili, negando ogni funzionalità.
La sua lettura critica della società contemporanea, con la sua violenza e drammaticità, così come del sistema dell’arte, regolato da meccanismi che finiscono per soffocare la creatività dell’artista, sembra svilupparsi con leggerezza, ma rivela infine una nota malinconica che attraversa l’intera opera dell’artista.
«Le sue attività multiformi esprimono questo senso di crisi imminente: una sottile miscela di poesia e dolore dell’esistenza, speranza e delusione, bellezza e decadenza, il tutto trattato con un’ironia irriverente, spesso spietata»
Andrea Bellini, 2002