Politecnico di Milano – Polo territoriale di Cremona

IL’ex convento della Santissima Annunciata di Maria Vergine, oggi fuori dal cosiddetto “Parco dei Monasteri” di Cremona, ha avuto una storia molto articolata. In origine, l’area ospitava il sontuoso palazzo quattrocentesco del conte Covo; dopo l’estinzione della famiglia, nel 1494 vi si insediarono le monache agostiniane provenienti da Pavia, dando avvio alla trasformazione in convento. Nei secoli il complesso venne ampliato secondo i canoni rinascimentali, con la costruzione del chiostro maggiore, del refettorio, della chiesa e di vari ambienti di servizio, arrivando a ospitare fino a 120 religiose.

La presenza monastica terminò nel 1791 con le soppressioni napoleoniche: il complesso fu confiscato e trasformato in caserma di cavalleria, funzione che mantenne a lungo. Nell’Ottocento subì profondi interventi che ne alterarono l’aspetto originario, ma fu anche teatro di eventi storici rilevanti, come i moti del 1848, quando i soldati lì stanziati si ribellarono agli austriaci favorendo temporaneamente la liberazione della città.

Divenuta poi caserma “Manfredini”, continuò a essere un punto strategico anche durante la Seconda guerra mondiale: nel 1943 i militari resistettero all’occupazione tedesca permettendo alla popolazione di mettersi in salvo. Rimasta in uso fino al 2012, fu successivamente abbandonata.

Dal 2022 il complesso è stato oggetto di un importante recupero promosso dalla fondazione Arvedi-Buschini e dal Politecnico di Milano: inaugurato nel 2025, è oggi un moderno campus universitario con spazi didattici, residenze e servizi, restituendo nuova vita a un luogo ricco di storia.