Il complesso di San Benedetto, tra i più antichi di Cremona e parte del “Parco dei Monasteri”, ha origini probabilmente nell’XI secolo e dal 1153 fu destinato a comunità monastica femminile. Documentato già nel 1583 nella Cremona Fedelissima di Antonio Campi, comprendeva due chiostri e una chiesa ricostruita nel Seicento, decorata dalla celebre Gloria di San Benedetto di Angelo Massarotti (inizi XVIII secolo), tra i principali pittori cremonesi dell’epoca.
La chiesa, edificata sul lato nord del chiostro maggiore, presenta un impianto coerente con la cultura barocca lombarda: uno spazio unitario pensato per guidare lo sguardo verso l’alto e valorizzare l’apparato decorativo. In questo contesto si inserisce la Gloria di San Benedetto, grande affresco che occupa la volta e rappresenta il culmine visivo e simbolico dell’ambiente.
La composizione, organizzata con andamento ascensionale e dinamico, conduce lo sguardo dal basso verso l’alto in una sorta di spirale: dalle figure terrene – tra cui San Gregorio Magno – si giunge al centro con San Benedetto, fino alla dimensione celeste con la Vergine e, al vertice, la Trinità. L’insieme è animato da una moltitudine di figure e putti, secondo un linguaggio pienamente barocco, volto a suscitare meraviglia e coinvolgimento emotivo.
Nel 1784 il complesso venne soppresso e trasformato nel Collegio delle Canonichesse di San Carlo, con importanti interventi neoclassici. Con l’arrivo dei francesi nel 1798 e, successivamente, degli austriaci, San Benedetto perse definitivamente la funzione religiosa e fu destinato a uso militare, diventando caserma e poi Distretto Militare dopo l’Unità d’Italia, inserito in una vera cittadella militare insieme agli altri ex monasteri vicini.
Nel Novecento ospitò anche sfollati e subì ulteriori trasformazioni, mentre alcuni spazi – come la Cavallerizza – cambiarono più volte funzione. Abbandonato dagli anni Cinquanta e poi completamente dagli anni Settanta, il complesso è oggi in gran parte in disuso; fa eccezione la chiesa, che conserva l’importante affresco del Massarotti, restaurato nel 1986.