Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro

La Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro è un maestoso esempio di barocco cremonese: oggi la chiesa si presenta sconsacrata e utilizzata saltuariamente come sala per concerti estivi, spesso di musica barocca, mentre resta attiva al culto solo la cappella della Vergine Maria. Sorge sui resti dell’antica chiesa di San Michele Novo, demolita all’inizio del Seicento per far spazio al complesso dei Gesuiti, voluto dal vescovo Cesare Speciano, che ne avviò la costruzione nel 1602 insieme alle scuole e al collegio (completati nel 1645).

Intitolata ai santi Marcellino e Pietro, legati secondo la tradizione alla vittoria cremonese contro Milano nel 1213, la chiesa fu consacrata nel 1608 e completata nel 1625, anche se la facciata è rimasta incompiuta. L’interno, a navata unica con cappelle laterali, si distingue per imponenza architettonica e ricche decorazioni barocche. Tra gli artisti spiccano Bertesi e Genovesino.

Dopo la soppressione dei Gesuiti nel 1773, il complesso passò ad altri ordini religiosi, ma nel 1810, in età napoleonica, fu alienato e la chiesa trasformata in scuola di equitazione. In seguito, tra abbandono e progressivo degrado, perse definitivamente la funzione religiosa: sconsacrata nel 1876, rimane oggi una significativa ma fragile testimonianza del barocco cittadino.