Performance – Valerio Nicolai: Cheese
Le persone vengono disposte in una sorta di foto di gruppo priva di un contesto riconoscibile. I personaggi, infatti, non si conoscono tra loro se non eccezionalmente e non sono accomunati da alcuna specifica appartenenza. Il blocco a scaloni in legno, dipinto a mano, è costruito per sostenerli e presentarli come su un podio. Ne […]
Le persone vengono disposte in una sorta di foto di gruppo priva di un contesto riconoscibile. I personaggi, infatti, non si conoscono tra loro se non eccezionalmente e non sono accomunati da alcuna specifica appartenenza. Il blocco a scaloni in legno, dipinto a mano, è costruito per sostenerli e presentarli come su un podio. Ne deriva una doppia fila di persone comuni che osserva il visitatore. Attraverso la fotografia, l’opera genera l’immagine di una falsa foto di gruppo: le persone non sono presenti per essere fotografate, ma per ricambiare lo sguardo. È soltanto la loro disposizione a creare l’equivoco. Cheese, titolo della performance e parola estrapolata dal contesto della fotografia di gruppo, perde il proprio significato originario, soprattutto perché i soggetti mantengono sempre un’espressione seria. Il titolo diventa così un ulteriore elemento di ambiguità. L’opera si costruisce quindi come un gioco di sguardi a specchio, quasi ipnotico. Le fotografie ne diventano parte centrale, documentando una realtà fittizia che, nel tempo e nella condivisione, genera una narrazione inesistente e scollegata dall’evento reale.