A partire dalla metà del XIV secolo, a Cremona, un profondo spirito di solidarietà laica iniziò a manifestarsi dando vita ai primi istituti caritativi distinti dall’operato assistenziale della Chiesa. Tra le prime e più significative espressioni di questa nuova forma di impegno sociale spiccarono il Consorzio della Beata Vergine, popolarmente noto come Consorzio della Donna, legato alla spiritualità francescana, e il Consorzio di Sant’Omobono, vicino all’orbita domenicana. Questo embrionale sistema di assistenza laica si consolidò e si diversificò nei secoli successivi con la fondazione di ulteriori Luoghi Pii. Questi enti, amministrati da quattro reggenti nobili eletti annualmente, assistevano diverse categorie di bisognosi con elemosine, beni di prima necessità, la formazione di una dote per ragazze non abbienti e accoglienza per i pellegrini.
Le disposizioni testamentarie a favore dei Luoghi Pii potevano comprendere anche opere d’arte, in particolare pale d’altare. Questa prassi era agevolata dal sistema del patronato degli altari, che fino al XIX secolo conferiva ai privati la proprietà degli altari e dei relativi dipinti, con la possibilità di trasmetterli in eredità a enti caritativi. In tal modo, i Luoghi Pii acquisivano le opere d’arte collocate sugli altari. Parallelamente, i ritratti dei benefattori giungevano agli istituti sia come parte di donazioni provenienti dalle loro residenze private, sia attraverso specifiche commissioni da parte dei Consorzi stessi, desiderosi di mantenere vivo il ricordo di coloro che avevano contribuito al loro sostentamento.
A fianco dell’attività dei Luoghi Pii, a partire dalla metà del XVI secolo, Cremona vide la nascita di due orfanotrofi cittadini, uno maschile e uno femminile. Queste istituzioni, sorte tra le prime in Italia, furono il frutto dell’iniziativa di Sant’Antonio Maria Zaccaria. Nel 1786, Giuseppe II d’Asburgo riformò il sistema caritativo, concentrando i Luoghi Pii nell’Istituto Elemosiniere e gli orfanotrofi nell’Istituto Educativo. L’Istituto Elemosiniere ebbe sede nel palazzo seicentesco che oggi ospita la Fondazione voluto dal Consorzio della Donna, con magazzini al piano terra, mentre al primo piano erano ubicati gli uffici e la Sala del Consiglio, dove si riunivano tutti i membri per l’elezione dei nuovi reggenti. Nel 1807, l’Istituto Elemosiniere confluì nella Congregazione di Carità insieme ad altre istituzioni, quali l’Ospedale Maggiore, i due Orfanotrofi e il Monte di Pietà.
Il 1° gennaio 2004 nasceva cosi, dalla fusione degli Istituti pubblici di assistenza e beneficenza, “Fondazione Città di Cremona”, ente senza scopo di lucro. Questo ha il compito di conservare e far rivivere il patrimonio restituendolo sottoforma di servizi alla città. Grazie alle risorse derivate dalla gestione dei propri beni (poderi, alloggi, locali diversi da abitazione e opere d’arte), la Fondazione promuove progetti sociali realizzati da associazioni e istituzioni che operano nel campo del volontariato, garantendo qualità dei servizi al sostegno alla fragilità.