Giulia Maiorano, installation view at Palazzo del Comune, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Giulia Maiorano gioca con elegante ironia all’interno di una delle stanze del Comune di Cremona, sostituendo un lampadario preesistente con una sua creazione. Sovverte i ruoli di un sistema precostituito, trasformando il luogo del potere in uno spazio che richiama l’ambiente domestico, anche attraverso un’estetica che rievoca il passato.
Giulia Maiorano, installation view at Vetrinette Portici Galleria XXV Aprile, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Oltre a questa interazione, Giulia Maiorano, come Renè Feraud, interviene nel tessuto urbano della città di Cremona, invadendo le storiche vetrinette della Galleria XXV Aprile con una selezione di immagini tratte dal suo immaginario artistico, sviluppato nel corso degli anni. Queste immagini raffigurano sempre luoghi chiusi e intimi, creando un naturale contrasto con il contesto urbano e pubblico in cui sono installate. Sarà interessante vedere come un’unica mostra personale può raccontarsi anche in luoghi differenti.
EDOARDO MANZONI
Il progetto di Edoardo Manzoni per Cremona Contemporanea | Art Week si sviluppa su un doppio livello, attraverso due interventi distinti ma complementari, capaci di attivare riflessioni sul rapporto tra memoria, forma e spazio.
Edoardo Manzoni and Maximo González, installation view at Palazzo del Comune, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Il primo prende corpo all’interno del Museo Archeologico di San Lorenzo, dove viene presentata la scultura Preghiera, realizzata appositamente per questa edizione della rassegna. L’opera si configura come un invito alla sospensione e all’ascolto interiore: il titolo suggerisce fin da subito una dimensione contemplativa, che si traduce in una forma essenziale e in un uso del materiale — il legno — capace di evocare intimità e raccoglimento. Inserita in uno spazio che custodisce reperti e tracce del passato, Preghiera attiva un confronto silenzioso tra spiritualità e memoria archeologica, trasformando l’opera in un luogo mentale che amplifica il senso del tempo e della ritualità.
Edoardo Manzoni, installation view at Museo Archeologico San Lorenzo, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Il secondo intervento è invece collocato all’interno del Palazzo del Comune, nella sala dove si tengono le riunioni del consiglio cittadino. Qui viene esposta un’opera esistente, parte del corpus riconoscibile dell’artista, che prende le sembianze di un insetto e riporta al centro della riflessione alcuni dei temi cari a Manzoni: il legame con il mondo naturale, l’ambiguità tra minaccia e delicatezza, la metamorfosi come condizione costante. In un contesto istituzionale e solenne, questa presenza animale introduce una dissonanza poetica, in grado di destabilizzare con sottile ironia i codici del potere e della rappresentanza. Entrambe le opere si inseriscono in una ricerca che Manzoni conduce da tempo, fondata su una relazione profonda con materiali recuperati e carichi di significato. Se in passato il suo lavoro si è spesso rivolto al paesaggio rurale e alle sue tracce residuali, qui l’artista compie un passaggio ulteriore, spostando l’asse verso una dimensione più simbolica e collettiva, in cui la scultura si fa veicolo di interrogazione e rito.
EVA & FRANCO MATTES
Eva & Franco Mattes, installation view at Cripta del Camposanto dei Canonici, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Pionieri in Italia e tra i primi a livello internazionale, Eva & Franco Mattes hanno esplorato sin dagli esordi l’universo di Internet e il suo riflesso concreto nella vita quotidiana. La loro pratica artistica si concentra sull’analisi critica del potere dei dati, sulla costruzione dell’identità online e sulle dinamiche generate da una realtà sempre più mediata da ambienti digitali e fittizi.
Attraverso un approccio spesso ironico e provocatorio, il duo decostruisce i meccanismi del controllo e della sorveglianza, sovvertendo simboli e immaginari condivisi. Negli ultimi anni, il loro lavoro si è rivolto a figure ibride, generate o ispirate dal mondo virtuale: animali inquietanti, gatti sintetici, cani alterati, entità digitali che sfumano i confini tra realtà e finzione. Queste presenze distorte abitano scenari che evocano un’estetica distopica, riflesso di un presente ipermediato.
Per Cremona Contemporanea | Art Week, i due artisti sono stati invitati a intervenire in uno spazio speciale e finora inedito per la manifestazione: la Cripta del Camposanto dei Canonici. L’interno di questo luogo suggestivo e carico di storia, è risultato per Eva & Franco Mattes la location ideale per la presentazione di un nuovo lavoro, inedito, mai esposto: l’installazione, che riprende una serie di opere degli artisti già famosa e virale, mette in scena una figura che accoglie – o forse respinge – lo spettatore, introducendolo a un cortocircuito visivo e concettuale.
Quest’entità, ironicamente antropomorfizzata e animalesca al tempo stesso, riflette l’ossessione umana per l’autorappresentazione, l’ambizione e il potere. Il lavoro agisce così come una satira visiva, in cui l’umano viene ribaltato, trasformato e messo a nudo attraverso una lente grottesca e tagliente.
LUCA MONTERASTELLI
La vocazione scultorea di questa edizione di Cremona Contemporanea | Art Week trova una delle sue espressioni più potenti nella presenza di Luca Monterastelli, artista che da anni esplora le possibilità della materia, mettendola al centro di un’indagine profonda sul rapporto tra forma, spazio e significato. La sua pratica si sviluppa attorno a materiali solidi, duri, a tratti brutali – cemento, ferro, acciaio – che tuttavia l’artista riesce a piegare a una poetica rigorosa e riflessiva, fatta di tensioni, volumi e assenze.
Monterastelli lavora da sempre sull’interazione tra scultura e architettura, interrogando la loro identità spaziale per generare opere che sembrano nascere dal contesto e per il contesto. Per questa edizione di Cremona Contemporanea, l’artista presenta due installazioni inedite, pensate appositamente per luoghi carichi di significato e memoria.
Luca Monterastelli, installation view at Chiesa del Foppone, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
La prima prende forma nel cortile della Chiesa del Foppone – dove nell’edizione precedente si trovava l’intervento del duo Ornaghi&Prestinari – uno spazio aperto, esposto, dove la monumentalità dell’intervento dialoga con l’austerità dell’architettura. Qui, Monterastelli costruisce una scena simbolica e potente: il linguaggio plastico dell’artista restituisce un’immagine compressa e allo stesso tempo espansa del presente, in cui le forme dure si fanno carico di riflessioni più ampie sul tempo, sul potere, sulla fragilità della struttura sociale.
Luca Monterastelli, installation view at Palazzo Fodri, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
In contrasto, più intimo e raccolto, è l’intervento pensato per le cantine di Palazzo Fodri – concessione di Fondazione Città di Cremona: un ambiente carico di stratificazioni e memorie, riattivato per l’occasione attraverso un gesto artistico che unisce installazione, luce e dando sfogo ad un intervento leggiadro con l’uso della litofania. Qui Monterastelli costruisce un’atmosfera immersiva, quasi teatrale, dove la materia perde la sua rigidità per assumere contorni più sfumati e ambigui. I giochi di luce e ombra scolpiscono lo spazio in tempo reale, trasformando il gesto scultoreo in un’esperienza percettiva avvolgente.
GIOVANNI OBERTI
Nel corso degli anni, Giovanni Oberti ha definito una pratica artistica capace di intrecciare tempo, spazio, materia e pensiero in una grammatica personale, fatta di gesti minimi e oggetti quotidiani. La sua ricerca si sviluppa attraverso un linguaggio intimo e stratificato, in cui elementi apparentemente ordinari vengono rielaborati con una sensibilità capace di evocare memorie silenziose, sospese tra presenza e assenza.
Giovanni Oberti, installation view at Palazzo Vidoni, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Uno degli aspetti più caratteristici della sua poetica è la delicatezza con cui l’artista interviene sull’ambiente e sugli elementi che lo abitano: le sue opere agiscono per sottrazione, alleggerendo la visione del quotidiano e restituendone una dimensione altra, quasi immateriale. Questa attitudine si riflette nell’uso ricorrente di materiali come la grafite, spesso impiegata per “fissare” nel tempo forme fragili e organiche – semi, frutti, resti vegetali – trasformandoli in presenze dense di significato.
Giovanni Oberti, installation view at Palazzo Vidoni, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Per Cremona Contemporanea | Art Week, Oberti è stato invitato a confrontarsi con uno spazio articolato in tre ambienti all’interno di Palazzo Vidoni, che ha trasformato in un percorso percettivo e sensoriale. Ogni stanza diventa così un microcosmo attraversato da frammenti visivi e tattili, da tracce che il pubblico è invitato a scoprire, in un esercizio di attenzione e prossimità. L’intervento non impone, ma sussurra: l’artista lavora con forme minime che alterano il paesaggio espositivo, insinuandosi nelle pieghe dello spazio e nel tempo di chi osserva. Questa installazione prosegue coerentemente il percorso di un artista che ha fatto della leggerezza e della discrezione una cifra stilistica riconoscibile, sviluppata nel tempo attraverso una riflessione profonda sulla memoria, sul gesto e sulla vulnerabilità della materia.
Giovanni Oberti, installation view at Palazzo Vidoni, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
MARTA PIEROBON
Marta Pierobon, installation view at Palazzo Affaitati, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
L’opera di Marta Pierobon, presentata in anteprima assoluta in occasione di Cremona Contemporanea | Art Week 2025, rappresenta un progetto inedito che segna un’ulteriore esplorazione di un medium mai utilizzato prima dall’artista. Pierobon è infatti nota soprattutto per le sue sculture e per l’utilizzo della ceramica, oltre che per i disegni, nei quali emerge un’estetica che alterna riferimenti dichiaratamente femminili – spesso di matrice sensuale – a un’ironia sottile e costante nei confronti del reale. È proprio questa combinazione tra ironia e delicatezza formale a definire in modo distintivo il suo linguaggio artistico.
Per questa edizione abbiamo voluto affidarle uno dei progetti più significativi del programma, non solo per la sua importanza concettuale, ma anche per l’impatto visivo che l’opera avrà sul percorso espositivo: si tratta infatti di un gonfiabile in plastica dalle dimensioni monumentali – 8 metri di altezza per oltre 4 di larghezza. Un’opera che si distingue sia per la scala che per l’uso del nuovo medium, trasformando radicalmente l’approccio scultoreo dell’artista. L’aspetto ludico e ironico è una delle chiavi fondamentali per fruire questa nuova grande scultura.
L’installazione sarà collocata all’interno del meraviglioso cortile di Palazzo Affaitati, luogo di grande fascino e carico di suggestioni, che amplifica l’impatto poetico e visivo dell’opera. Il progetto nasce dal desiderio di “riattivare” una delle sue sculture architettoniche, parte di una recente serie in cui Pierobon sperimenta forme che sembrano sbucare da un mondo immaginario: architetture irregolari, giocose, coloratissime e volutamente imperfette, sempre diverse tra loro, in bilico tra il reale e il fantastico. Una di queste prende ora corpo in grande scala, trasformandosi in un oggetto che richiama l’estetica del gioco infantile – come quelli che si trovano nei playground – ma che, in realtà, è un’opera d’arte a tutti gli effetti. Durante la Art Week, sarà possibile anche interagire fisicamente con l’installazione, offrendo un’esperienza immersiva e partecipativa unica nel suo genere.
Marta Pierobon, installation view at Palazzo Zaccaria Pallavicino – FasArchitetti, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Accanto al grande progetto installativo, l’artista è presente anche in un’altra tappa di Cremona Contemporanea | Art Week, dove espone una scultura in ceramica di medie dimensioni, ancora una volta legata al tema dell’architettura. In questo caso, però, le forme indagate si avvicinano a motivi ricorrenti nel suo lavoro, come il corpo e la figura femminile, rielaborati attraverso la consueta cifra ironica e simbolica che caratterizza la sua produzione. Questa “presenza” ceramica sarà ospitata nello spazio di FasArchitetti, una delle tappe ormai consolidate della manifestazione.
ANDREA ROMANO
Andrea Romano, installation view at Cinema Teatro Filo, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
La parola legato è un termine musicale che indica un gruppo di suoni connessi senza pause di silenzio. L’intervento di Andrea Romano consiste in una raccolta di lavori sonori realizzati da artisti amici di Romano nel corso degli anni, scelti attraverso un criterio puramente personale e affettivo. Il progetto è inteso come un diario personale dell’artista e, allo stesso tempo, comunitario. In questa azione il titolo allude a una realtà dove i singoli elementi si relazionano gli uni agli altri e al contesto che li accomuna e accoglie. In occasione di Cremona Contemporanea | Art Week, Andrea Romano presenta dunque un progetto assemblato appositamente per il contesto in cui è ospitato. LEGATO è un paesaggio sonoro che coinvolge lo spettatore in una fruizione intima, suggerendo una riflessione sul tempo, sull’ascolto e sulla relazione tra individualità e coralità.
Sarà possibile ascoltare l’opera di Andrea Romano presso il Cinema Teatro Filo nei seguenti giorni:
Vedovamazzei, installation view at Parco Bastioni di Porta Mosa, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Dopo vent’anni, uno dei lavori più iconici dei Vedovamazzei torna a vivere in una nuova, inedita forma, e viene presentato in uno degli spazi recentemente attivati da Cremona Contemporanea | Art Week. Si tratta dell’imponente installazione con un TIR al cui interno è ricreato un piccolo lago, attraversato da una barca a remi proposta all’interno dei Bastioni di Porta Mosa: un paesaggio artificiale ma profondamente evocativo, che richiama l’estetica da cartolina e invita il pubblico a immaginarsi immerso in uno scenario sospeso tra realtà e finzione.
Passato il cancello del parco dei Bastioni di Porta Mosa, procedere sul sentiero cementato in salita fino ad incontrare la didascalia. Questo è il punto suggerito per apprezzare l’opera a pieno.
Vedovamazzei, installation view at Parco Bastioni di Porta Mosa, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
Quest’opera è tra le più note e storicizzate del duo artistico, e la sua riproposizione oggi sottolinea la capacità di Vedovamazzei di attraversare il tempo senza perdere la forza immaginifica e critica del loro linguaggio.
Vedovamazzei, installation view at RobolottiSei, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
In dialogo con questa installazione pubblica di grande impatto, riproposta appositamente per l’Art Week 2025, il duo interviene anche in uno dei luoghi simbolici della città stessa e Cremona Contemporanea fin dagli esordi: lo spazio RobolottiSei: qui gli artisti hanno creato un ambiente focalizzato sul tema della luce e sul tema dell’equilibrio, un ambiente intimo, allestito con due lavori rappresentativi della loro ricerca artistica, tra questi, un pendolo visibile giorno e notte dalla vetrina dello studio di restauro.
ANGHARAD WILLIAMS
Angharad Williams costruisce un linguaggio visivo che si reinventa continuamente, adattandosi al contesto e trasformando ogni intervento in un’occasione per rimettere in discussione i codici espressivi. La sua pratica attraversa senza gerarchie pittura, installazione, video e performance, costruendo una poetica complessa e sfaccettata, capace di coniugare impatto visivo e riflessione critica.
A guidare la sua ricerca è un’interrogazione radicale delle strutture sociali, culturali ed economiche che regolano il nostro vivere quotidiano. I suoi lavori affrontano temi come il lavoro, la natura, la disuguaglianza e il potere, restituendo una visione lucida e stratificata, spesso attraversata da una vena ironica che non ne sminuisce la portata politica, ma anzi la amplifica.
Angharad Williams, installation view at Palazzo Vidoni, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico
In occasione di Cremona Contemporanea | Art Week, Williams propone due nuclei di opere profondamente diversi sul piano formale ma uniti da un’intenzione comune, quella di esplorare, con sottile sarcasmo, le relazioni di potere e le forme simboliche che esse assumono. All’interno di Palazzo Vidoni, la serie iconica di pitture che riprendono la scritta “LOVE”, con la sua estetica spiccatamente pop e colorata, destabilizza gli stilemi della pittura per trasformarla in un dispositivo di critica visiva. Qui l’ironia diventa chiave di lettura e mezzo di sovversione.
Completano l’intervento due opere scultoree in vetro, collocate in dialogo con l’ambiente circostante. Apparentemente leggere e giocose, queste forme evocano l’universo dell’infanzia e del gioco, ma custodiscono un sottotesto complesso, in cui il corpo e la vulnerabilità diventano strumenti per interrogare le regole del potere e della rappresentazione. Attraverso la delicatezza del materiale e la forza concettuale del gesto, Angharad Williams disegna un paesaggio simbolico dove critica e immaginazione si intrecciano senza soluzione di continuità.