
Giulia Maiorano gioca con elegante ironia all’interno di una delle stanze del Comune di Cremona, sostituendo un lampadario preesistente con una sua creazione. Sovverte i ruoli di un sistema precostituito, trasformando il luogo del potere in uno spazio che richiama l’ambiente domestico, anche attraverso un’estetica che rievoca il passato.

Oltre a questa interazione, Giulia Maiorano, come Renè Feraud, interviene nel tessuto urbano della città di Cremona, invadendo le storiche vetrinette della Galleria XXV Aprile con una selezione di immagini tratte dal suo immaginario artistico, sviluppato nel corso degli anni. Queste immagini raffigurano sempre luoghi chiusi e intimi, creando un naturale contrasto con il contesto urbano e pubblico in cui sono installate. Sarà interessante vedere come un’unica mostra personale può raccontarsi anche in luoghi differenti.