ARIANNA CAROSSA

La pratica di Arianna Carossa si distingue per la sua capacità di andare oltre la mera dimensione estetica, intrecciando linguaggi e materiali in un’indagine profonda sul rapporto tra individuo, materia e contesto. L’artista, che vive da anni a New York, ha sviluppato una ricerca che si è spinta attraverso geografie diverse – dalle cave d’oro di Città del Messico al deserto del Nevada, dai salotti urbani alla monumentalità delle cave di marmo di Carrara – lasciando emergere in ciascun luogo una riflessione originale e spesso ambivalente.

Arianna Carossa, installation view at Museo Archeologico San Lorenzo, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico

La sua produzione si muove liberamente tra pittura, scultura e installazione, con un approccio che unisce l’intelligenza formale a un’intimità quasi tattile. Carossa tratta i materiali come estensioni del proprio vissuto, traducendo elementi del quotidiano in forme che dialogano con il corpo, con la memoria e con il tempo. La sua è un’azione che si rivela per stratificazione: ogni frammento è il punto di partenza per una riflessione collettiva, dove la presenza dell’artista si manifesta più come eco che come dichiarazione esplicita.

Arianna Carossa, installation view at Museo Archeologico San Lorenzo, Cremona Contemporanea | Art Week 2025, ph. Rossetti/Chico

Molte delle sue opere recenti alternano dimensioni monumentali a interventi minimi e allusivi, componendo un lessico complesso che attraversa l’umano, la scienza, la storia dell’arte. È proprio questa tensione tra contrasti – tra forza e fragilità, tra sacro e quotidiano, tra conoscenza e istinto – che costituisce il nucleo più vivo della sua ricerca. Per Cremona Contemporanea | Art Week, Arianna Carossa è stata invitata a intervenire all’interno del Museo Archeologico San Lorenzo, uno degli spazi più significativi e simbolici della rassegna, già attraversato negli anni da voci femminili come Alice Ronchi e Nevine Mahmoud. In questa occasione, l’artista ha elaborato un nuovo intervento che, a partire da frammenti, oggetti e suggestioni apparentemente eterogenee, ricompone uno spazio mentale e fisico coerente, un organismo poetico che sembra emergere direttamente dalla sua interiorità.